GUIDA ALLA SCELTA DEL CACESTRUZZO

Ci sono molti buoni motivi per leggere questo articolo sino in fondo, sia se stai per realizzare la casa dei tuoi sogni sia se sei un costruttore e sei in cerca di informazioni sul materiale che andrai ad utilizzare.

Troverai di seguito alcuni buoni consigli per la scelta del calcestruzzo migliore per la tua casa o per il tuo cantiere, sia essa dettata da un’immediata esigenza sia per un bisogno futuro.

Da cosa deve partire la scelta del giusto calcestruzzo?

La prima informazione da cercare quale opera andremo a realizzare.

Va da sè che se dovrò realizzare la rampa d’ingresso al garage della mia casa in campagna dovrò essere meno scrupoloso di quando dovrò realizzare il solaio della casa dove andrò a vivere per il resto della vita.

Quindi sceglierò un calcestruzzo differente in funzione dell’opera che dovrò realizzare.

In questo è fondamentale il ruolo del progettista e del Direttore dei Lavori dai quali parte l’input iniziale sulle caratteristiche dei materiali.

Ma come faccio a scegliere il calcestruzzo migliore?

Ovvio…lascio fare all’impresa o, se ho deciso di occuparmene io, userò come criterio la conoscenza tramite un amico delle aziende produttrici sul mercato e tra queste sceglierò quella che mi propone il prezzo migliore!

Non sottovalutiamo questo aspetto.
Sul mercato sono presenti tanti produttori, ma non tutti sono in grado di darti le stesse garanzie.
Esiste un fattore fondamentale che distingue un buon calcestruzzo da uno scadente: la certificazione di prodotto (FPC – Factory Product Control).
In particolare, quando si parla di calcestruzzi strutturali (resistenze caratteristiche maggiori o uguali ad Rck 30), bisogna verificare che il produttore di calcestruzzo abbia questa certificazione, peraltro prescritta dalle NTC (Norme Tecniche per le Costruzioni), che sarà garanzia di controllo di qualità del prodotto e di tutti i materiali che lo compongono.
Diffidare dalle imitazioni!

Anche la presenza di un certificato non deve bastarci. Questo infatti è frutto di un rapporto commerciale tra due aziende, il produttore di calcestruzzo e l’Ente di certificazione, che non sempre resta nel canale dell’etica.

La verifica della veridicità di un certificato può essere fatta molto semplicemente ricercandolo su internet. Il certificatore, infatti, dovrebbe rendere pubblico il certificato e renderlo scaricabile dal proprio sito, come ad esempio accade nel caso di ICMQ (www.icmq.it/ricerca-aziende.php) che oltre a mostrare il certificato ci mostra se lo stesso è attivo oppure no.

In alternativa, lo stesso certificato può essere scaricato dal sito internet del produttore, se ne possiede uno! (www.unibetonsrl.it/chisiamo/certificazioni)

Ciascun certificato è contraddistinto da un numero univoco il quale dovrà anche essere riportato nella bolla di accompagnamento del prodotto in cantiere.
Controlla ciò che ordini

Il materiale ordinato deve essere obbligatoriamente accompagnato da un documento di trasporto che oltre al numero di certificato di cui abbiamo già parlato, deve riportare tutte le altre informazioni che sono la carta d’identità del calcestruzzo acquistato..

Esso deve riportare le seguenti informazioni:

  1. la resistenza Rck  (es. C25/30 se si tratta di un Rck30)
  2. la consistenza (es. S4 o S5)
  3. il diametro massimo dell’inerte (es D20 o D30)
  4. classe di esposizione (es. XC2, XA1, XS1, ecc)
Tutte queste caratteristiche vengono definite dal progettista in fase di progetto.
Non accontentarti di ciò che che leggi

 

Una volta che la betoniera arriva in cantiere, pretendi di effettuare un prelievo in contraddittorio con il tuo fornitore.

Nel corso di tale prelievo dovrà essere verificata la resistenza e dovranno essere confezionati i provini (detti anche cubetti) che serviranno a te, ma soprattutto al tuo collaudatore per la verifica della resistenza caratteristica a 28 gg.

Assicurati che la maturazione a seguito di tale prelievo avvenga in ambiente ad umidità e temperatura controllata (normalmente questo è un servizio offerto dal produttore).

Consegna i cubetti al Direttore dei Lavori per lo schiacciamento entro i 45 gg, passati i quali sarà necessario effettuare prove invasive sulla struttura. I controlli devono essere eseguiti da un laboratorio ufficiale che ne certifichi il valore di resistenza a compressione.

Tieni sotto controllo il rapporto acqua/cemento

In cantiere si tende a voler privilegiare la facilità e il risparmio del tempo di posa “ammorbidendo” il calcestruzzo con l’aggiunta d’acqua.

Ordinare un calcestruzzo in consistenza S£ (abbastanza duro e difficile da posare) per farlo diventare consistenza S5 (abbastanza fluido e facile da posare) con l’aggiunta d’acqua finisce per compromettere la resistenza finale del calcestruzzo.

Aggiungere 200 lt d’acqua ad un calcestruzzo Rck 30 equivale ad acquistare un Rck 20 perdendo quindi due classi di consistenza con evidente danno prestazionale ed economico.

Affidarsi a chi ha già dalla sua un’etica professionale che prevedere il controllo di tutti questi aspetti equivale ad un effettivo risparmio economico ed un’innegabile tranquillità e certezza di risultato.

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