DEGRADO DEL CALCESTRUZZO: IL CONCETTO DI DURABILITA’

Continuiamo gli approfondimenti in tema di degrado del calcestruzzo, approfondendoo un argomento che sino ad ora abbiamo solamente accennato e toccato marginalmente.
Oggi parliamo del concetto di DURABILITA’ DEL CALCESTRUZZO
Per farlo utilizzeremo ancora una volta come linea guida un testo scritto dal nostro amico ing. Riccardo Schvarcz dal titolo “Durabilità del calcestruzzo – i fattori che la influenzano” edito da Dario Flaccovio Editore.
Le Norme Tecniche per le Costruzioni del 2018 (NTC 2018) definiscono il concetto di VITA NOMINALE dell’opera come il numero di anni per i quali la strutture deve conservare la funzionalità per la quale è stata progettata, naturalmente sottoponendola alla manutenzione ordinaria.
Un concetto abbastanza nuovo per le costruzioni in c.a. il quale definisce un parametro fondamentale:
L’opera in cemento armato deve mantenere le sue caratteristiche e i livelli di sicurezza per un tempo stabilito pari alla vita utile del progetto.
Un concetto di tempo abbastanza relativo, ma se parliamo di casa nostra questo tempo deve essere PER SEMPRE!
Strutture ed elementi strutturali devono essere progettati, eseguiti e collaudati nell’ottica di prevenire il degrado basando il tutto su tre fondamentali fasi:
– IL PROGETTO durante il quale il progettista deve analizzare l’ambiente nel quale l’edificio/struttura in c.a. dovrà essere realizzato, deve scegliere accuratamente i materiali più adatti alla loro realizzazione in funzione della loro destinazione d’uso;
– LA REALIZZAZIONE prestando la massima attenzione al cantiere; un progettista che il più delle volte è anche direttore lavori non può saltare il passaggio del cantiere, perchè è allora che la sua opera si sta compiendo. La giusta casseratura, il calcolo di un corretto copriferro, la posa in opera del calcestruzzo e la sua corretta vibrazione, sono tutti fattori che andranno a incidere negativamente o positivamente sulla durabilità del progetto stesso.
– LA MANUTENZIONE attraverso la realizzazione di interventi programmati che allunghino la vita utile dell’edificio. Non necessariamente interventi radicali, ma anche semplice manutenzione ordinaria nel corso della quale risanare fenomeni fessurativi. Insomma, è di fondamentale importanza la realizzazione di un corretto piano di manutenzione dell’opera.
La durabilità delle strutture in c.a. dipende da molteplici fattori alcuni dei quali sono legati a filo diretto alle proprietà stesse del calcestruzzo: il tipo di maturazione, lo spessore del copriferro, le azioni ambientali (cicli gelo-disgelo, ambienti chimicamente aggressivi come quelli marini, ecc), azioni meccaniche (urti, abrasioni, erosione).
Diventa quindi fondamentale valutare la durabilità già in fase progettuale dove devono essere operate scelte di materiali come il calcestruzzo che siano in grado di custodire e preservare, come fa il sarcofago con il faraone, l’armatura garantendo alle strutture in c.a. una vita più lunga.
La scelta di un calcestruzzo durevole la VITA NOMINALE delle strutture in c.a., siano esse destinate all’edilizia privata, siano esse destinate alla realizzazione di un’infrastruttura.

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